STOP AL REATO DI TORTURA: l’iter si sgonfia, il testo ritorna in commissione al Senato

Risultati del voto della mozione a firma Speranza ed altri
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Finalmente una buona notizia…!! A tutti gli effetti il reato di tortura ha subito una severa e significativa battuta di arresto. Il provvedimento, che ha avuto uno sprint alla Camera sull’onda della sentenza della corte di Strasburgo che ha definito “tortura” l’assalto alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, è tornato all’odg della commissione Giustizia del Senato (da dove era partita). Questo dovrà essere nuovamente discusso valutato e nuovamente approvato dal Senato per poi passare ancora una volta alla camera di Montecitorio.

Sul provvedimento ha pesato la netta contrarietà delle forze dell’ordine e dei sindacati di polizia. Noi, dal canto nostro, non ci attribuiremo per questo meriti speciali come sicuramente qualche sindacato sarà pronto a rivendicare (magari perchè è andato in televisione) ma riteniamo di aver dato il nostro onorevole e umile contributo alla causa, sensibilizzando decine e decine di parlamentari, inviando centinaia di email e di sms ai principali protagonisti che lavorano al provvedimento e cercando nel nostro piccolo senza protagonismi, di arrivare ad un risultato positivo che oggi si è concretizzato.

A questo punto il cammino per l’approvazione di questo pessimo provvedimento si presenta molto tortuoso e tutto in salita. Sicuramente i tempi di approvazione si allungano e non di poco. Il testo è due anni in discussione in Parlamento ma è da vent’anni che ci sono proposte di legge sul tema. Conoscendo i tempi degli iter parlamentari quando questi si sgonfiano, possiamo bene sperare.

In effetti, la predetta fattispecie fin da subito era stata concepita in un ottica punitiva nei confronti degli operatori delle Forze dell’ordine e non costruita secondo principi di equità giuridica. Questa infatti è stata costruita senza tenere in debito conto le gravi difficoltá che avrebbero dovuto affrontare i tutori dell’ordine chiamati a gestire l’uso legittimo della forza che la legge impone in determinate circostanze. L’esercizio della repressione legittima avrebbe esposto comunque gli operatori a rischiare fino a 12 anni di carcere solo per aver adempiuto al proprio dovere. Francamente tutto questo era inaccettabile.  Non erano state tra l’altro nemmeno previste delle ragionevoli e quanto mai opportune attenuanti o sgravi di pena nei casi di escandescenza o nei casi di comportamento violento e aggressivo dei soggetti sottoposti a fermo o arresto, comportamenti che nell’uso legittimo della forza  sono quasi sempre presenti.

Il reato di tortura, quindi, sembra diventare solo un brutto ricordo ma continueremo a tenere alta la guardia e a vigilare sull’iter legislativo, non mancando di tenervi aggiornati su eventuali sviluppi positivi o negativi che siano.

leggi la fonte ANSA

Testo approvato al senato S. 849

LA SEGRETERIA NAZIONALE

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