CORTE COSTITUZIONALE: NO ALL’AUMENTO DEGLI STIPENDI

CONSULTA
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Schiaffo della Consulta: Il blocco dei contratti per le forze dell’ordine è legittimo, lo ha affermato la corte Costituzionale con la sentenza n°154/2013. Il no indigna i finanzieri che avevano presentato il ricorso sostenendo che chi rivestiva un grado nel 2010 manteneva il trattamento economico previsto; chi lo ha acquistato successivamente al 2011 ha assunto le funzioni, se del caso è stato trasferito in un’altra città, ma non gli è stato corrisposto il trattamento economico corrispondente all’incarico. In sostanza si è lavorato, di più e gratis e chi ha responsabilità minori guadagna tanto quanto chi ha responsabilità maggiori. È legittimo tutto questo? La risposta della Consulta, nell’ ultima sentenza, è stata che “La censura, incentrata sulla presunta distorsione delle dinamiche dei rapporti tra colleghi e sulle possibili ripercussioni negative sull’andamento degli uffici, si sostanzia infatti in considerazioni metagiuridiche e meramente ipotetiche”.Una sentenza che risulta profondamente ingiusta e lontana dalla realtà. Guarda caso – con i magistrati non è stato così poiche questi ultimi sono stati esonerati quasi subito dal congelamento degli stipendi proprio dalla stessa Corte costituzionale (sentenza 223/2012), a quell’ epoca evidentemente meno rigida sull’argomento. C’è stato poi il caso del personale della scuola, che non ha ottenuto tutto quello che voleva, ma quasi, grazie alle numerose mobilitazioni sindacali. Sapere che la legge italiana sia questa e che abbia due pesi e due misure ci rattrista e ci addolora profondamente. A nostro avviso una Organo costituzionale come la Consulta che si vanta di essere “garanzia di legalità” per tutti deve mantenere fede a questo principio per non minare quella credibilità necessaria per assolvere a questa alta funzione. Una credibilità che oggi le istituzioni in generale, rischiano di perdere a causa di atteggiamenti e condotte a dir poco discutibili dei loro più alti rappresentanti. Noi suggeriamo di meditare attentamente e fare un analisi profonda circa il significato e l’etimologià del termine “Diritto”.

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