PROTOCOLLI PEC: AVVIATO IL CONTENZIOSO – PARTE UNA RIVOLUZIONE CULTURALE

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A seguito della risposta sterile e inaccettabile dell’amministrazione in merito ai numerosi quesiti posti riguardo alla istituzione di protocolli PEC per i singoli uffici dipartimentali questa O.S. ha dato inizio ad un contenzioso con l’amministrazione.

E’ in preparazione infatti un ricorso al Tar per l’ottenimento di protocolli ” PUBBLICI” per ogni singola Direzione Centrale nonchè per tutti gli uffici dipendenti da ognuna di queste articolazione con la pubblicazione sul sito intranet “doppiavela” dell’elenco di tutti questi uffici con recapiti indirizzi PEC e nomi dei responsabili.

Non è escluso che si arrivi a presentare anche un Esposto di tipo penale per il rifiuto incondizionato immotivato ed ingiustificato di volersi uniformare alla legge e alle normative vigenti in tema di uso della posta elettronica certificata e riguardo al diritto previsto per tutti i dipendenti che ne facciano richiesta di usufruire della posta elettronica certificata per l’accesso agli atti amministrativi e per tutto ciò per cui la legge ne consente il concreto utilizzo.

La questione non è di poco conto visto che il dovere di istituire e pubblicare i protocolli PEC è stato ribadito e ripreso non a caso anche dall’ art. 1 commi 29 30 e 31 della Legge 6 novembre 2012, n. 190 recante (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalita’ nella pubblica amministrazione).

Questo infatti, non a caso è uno degli obbiettivi primari di questa Organizzazione sindacale. Si tratta a nostro avviso di un argomento essenziale per garantire l’interesse collettivo generale della categoria in tutte le sue forme, un obbiettivo di fondamentale importanza per tutti noi, poichè solo la trasparenza è in grado di vincolare la P.A. ad esercitare i suoi poteri in maniera corretta pulita e leale seguendo i principi del buon andamento, dell’ economicità e sopratutto dell’imparzialità nei confronti di ogni dipendente.

In altre parole solo conquistando il diritto di visionare tutti gli atti richiesti nei termini previsti individuando precisamente il responsabile del procedimento amministrativo, solo avendo la garanzia di un protocollo informatico che individua indelebilmente i tempi di presentazione delle istanze (istanze di ogni genere) e che registri l’intero iter amministrativo, solo  conoscendo precisamente tutte le articolazioni degli uffici centrali, ovvero dei singoli uffici, le mansioni che questi svolgono e i nomi dei responsabili di ognuno di questi, con indirizzi PEC specificati per avere la possibilità, comodamente da casa, dalla Sicilia come dalla Sardegna, in tempo reale senza costi e senza attendere i tempi biblici delle poste italiane, di ricevere documenti con valore legale, interpellare direttamente l’ufficio preposto per informazioni, conoscere lo stato della propria pratica con garanzia di una risposta certa, solo avendo la possibilità di essere resi edotti personalmente su tempi e modi di espletamento di una qualsiasi richiesta, solo facendo notare anomalie o inadempienze presentando eventualmente diffide (lasciando traccia indelebile), si potrà ottenere finalmente un trattamento equanime in questa come in altre amministrazioni.

Nella peggiore delle ipotesi vi ritroverete nelle mani materiale protocollato utile per denunciare i responsabili dei singoli uffici fino all’Autorità Giudiziaria nel caso questi abbiano commesso atti contrari ai doveri di ufficio o si siano rifiutati di consegnare gli atti e le informazioni richieste. Ebbene solo costringendo il Dipartimento a rendere pubblici uffici con indirizzi PEC e nomi e cognomi dei responsabili si potrà ottenere un cambiamento  reale per un trattamento equo ed imparziale obbligando i responsabili ad adottare condotte prudenti ed in linea con la normativa per non incorrere in sanzioni di tipo disciplinare amministrativo ma anche penale, essendo ben individuabili e identificabili.

D’altro canto quanto da noi richiesto rientra tra gli obblighi di pubblicazione previsti dall’ art. 13 del D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 ( Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni) 

Nello Stato italiano è prassi consolidata che in occasione di gravi episodi, gravi inadempienze o gravi fatti, non è mai stato possibile individuare un vero responsabile proprio per la mancanza assoluta di trasparenza all’interno della P.A.

Noi vogliamo assolutamente interrompere questo percorso. Vogliamo trasparenza ovvero vogliamo conoscere i responsabili degli uffici con nomi e cognomi…!!! Chi svolge correttamente il proprio lavoro non ha nulla da temere dall’ introduzione di queste misure.

Nella speranza che molti di voi sapranno cogliere l’importanza strategica di questo contenzioso vi terremo al corrente rendendo noti i successivi sviluppi sulla vicenda.

la Segreteria Nazionale

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