MEMORIA DEI NOSTRI CADUTI – PER NON DIMENTICARE

Gennaro Autuori
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Michele del GiudiceGennaro Autuori (sovrintendente) e Michele del Giudice Agente della Polizia di Stato morti  nell’adempimento del dovere a Napoli, rispettivamente il 27 aprile e il 2 maggio 1993.

I due poliziotti appartenevano alla Squadra Mobile e poco prima insieme ad altri agenti avevano bloccato alcune persone sospette e stavano procedendo ad accompagnarle in Questura con le autovetture di servizio.

L’auto con il sovrintendente Autuori e l’agente Del Giudice e due fermati era rimasta per ultima, costretta a rallentare per il traffico e perdendo i contatti con le altre vetture. Di questo ne approfittò uno dei sospetti per estrarre una pistola sfuggita alla perquisizione e per fare fuoco alla testa  dei due poliziotti e quindi fuggire.

L’agente Del Giudice morì prima dell’arrivo dei soccorsi mentre il sovrintendente Autuori, con un proiettile nel cranio, morì il 2 Maggio in ospedale senza avere ripreso conoscenza.

I due sospetti vennero arrestati alcuni giorni dopo, a seguito di una intensa caccia all’uomo. Uno degli assassini era già stato condannato a 18 anni per un precedente omicidio, ma era stato posto agli arresti domiciliari a causa della buona condotta tenuta in carcere.

Entrambi i poliziotti assassinati erano sposati. Il sovrintendente Autuori era padre di una bambina di 18 mesi.

Il sov Gennaro Autuori aveva  ricevuto due promozioni per meriti di servizio. Ricevette la terza alla memoria

n le altre vetture. Di questo ne approfittò uno dei sospetti per estrarre una pistola sfuggita alla perquisizione e per fare fuoco alla testa  dei due poliziotti e quindi fuggire.

L’agente Del Giudice morì prima dell’arrivo dei soccorsi mentre il sovrintendente Autuori, con un proiettile nel cranio, morì il 2 Maggio in ospedale senza avere ripreso conoscenza.

I due sospetti vennero arrestati alcuni giorni dopo, a seguito di una intensa caccia all’uomo. Uno degli assassini era già stato condannato a 18 anni per un precedente omicidio, ma era stato posto agli arresti domiciliari a causa della buona condotta tenuta in carcere.

Entrambi i poliziotti assassinati erano sposati. Il sovrintendente Autuori era padre di una bambina di 18 mesi.

Autuori aveva ricevuto due promozioni per meriti di servizio. Ricevette la terza alla memoria

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