Il ritorno della “Santa inquisizione”- Poliziotti limitati nel diritto di opinione

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Prosegue il costante strangolamento di risorse agli uffici periferici della Polizia Postale e delle Comunicazioni,  ma nonostante lo smantellamento prosegua inesorabile ecco che il Direttore del Servizio trova il tempo di redigere ed emanare una circolare (circolare n37-2016) in cui avverte gli agenti su come si usa un Social Network e avvisando che questi  saranno controllati dai funzionari e che i funzionari verranno tenuti d’occhio dai dirigenti etc.. Peccato che la circolare non indichi  i Dirigenti da chi verranno controllati ..!!??!!

Rammentiamo al Direttore del servizio che gli operatori della Polizia, sanno perfettamente cos’è un social network e come si usa, mentre pare che sia stato proprio chi debba controllare e dirigere a “cadere nella rete”.

Un pasticcio sul pasticcio del Dirigente del Compartimento di Bologna che lanciò, poche settimane dopo l’approvazione della legge sulla tortura, il seguente tweet; “Ho catturato un Pokemon! Se non lo lascio in fretta rischio di essere condannato per il reato di tortura?””

Sarà stato pure “in perfetta buona fede”, ma non ci risulta che sia stata rivolta dai vertici della Polizia di Stato nessuna contestazione o presa di posizione rispetto all’infelice uscita del Dirigente, anzi ci si è autocelbrati dicendo che grazie ad una “sapiente opera di comunicazione istituzionale” non è stata pregiudicata l’immagine della Polizia di Stato.

Appare evidente che si stiano adottando due pesi e due misure !!

In precedenti occasioni abbiamo visto agenti e funzionari della Polizia di Stato essere sospesi dal servizio per avere apposto un Like sotto un commento, non sarà che cambiando il ruolo dell’attore cambia la disciplina??

Vogliamo far notare al Signor Direttore del Servizio della Postale, e lo faremo notare nei modi più opportuni anche al Signor Capo della Polizia, che la circolare è fortemente discriminatoria in quanto limita i diritti di libertà di opinione e di espressione degli  appartenenti alla Polizia di Stato.

La raccomandazione fatta ai funzionari di vigilare sui dipendenti, “perseguendo in maniera esemplare le condotte improprie” ha il sapore dell’intimidazione, come se fossimo in presenza  della “Santa inquisizione”. E come se non bastasse il 2 settembre scorso, dopo la pubblicazione della severa circolare da Roma, il dirigente della Polizia Postale di Bologna, autore del sapiente tweet sul reato di tortura, ha pensato bene di far  girare una circolare interna a sua firma, raccomandando ai funzionari di verificarne “l’esatta osservanza”. ” Da che pulpito viene la predica..!!

LA SEGRETERIA NAZIONALE

 

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