GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA: Sparisce la carta e parte il processo telematico

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Il Processo amministrativo telematico (Pat) riguarda tutti i giudizi introdotti, in primo o in secondo grado, con ricorsi depositati a partire dal 1° gennaio 2017, mentre solo per quelli proposti in data anteriore continueranno ad applicarsi le norme previgenti, fino all’esaurimento del grado di giudizio e comunque non oltre il 1° gennaio 2018, salvo eventuali proroghe.

Il fascicolo processuale diventa interamente informatico, perché tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti del Pat hanno la forma di documento informatico (nativo digitale), o di copia informatica di documento analogico (ottenuta tramite scansione).

Le norme per l’attuazione del Pat sono dettate dal regolamento approvato col Dpcm n. 40 del 21 marzo 2016, emanato in applicazione dell’articolo 13, allegato 2, del Dlgs 104/2010. Per ciascuna disposizione il decreto fa poi rinvio al suo “allegato A”, dove sono contenute le corrispondenti specifiche tecnico-operative, che costituiscono un vero e proprio vademecum per l’utente, anche per quello che riguarda le modalità di effettuazione dei depositi e la loro tempestività.

Il Pat viene gestito integralmente dal Sistema informativo della giustizia amministrativa (Siga) con modalità telematica, attraverso il sito istituzionale (www.giustizia-amministrativa.it), che costituisce l’unico punto di accesso (Pda) al sistema totalmente gratuito; ciò a differenza di quanto avviene nel processo civile telematico (Pct), in cui attualmente esistono oltre 60 Pda, anche a pagamento, gestiti da soggetti pubblici (Regione Toscana, Inps e altri) o da imprese private.

L’accesso al Pat avviene tramite la sezione del sito istituzionale denominata «portale dell’avvocato», mediante l’inserimento di una password, che viene rilasciata dal sistema dopo il primo accreditamento e della propria Pec, che potrà però essere solo quella già presente nei pubblici elenchi, in quanto l’unica ritenuta valida dal Siga per ogni comunicazione.

A differenza del Pct, nel Pat non è necessario alcun redattore di atti, essendo sufficiente scaricare gratuitamente dal sito istituzionale l’ultima versione di Adobe Acrobat Reader, con il quale sarà poi possibile compilare i vari moduli in formato pdf – anche questi scaricabili dal sito, insieme alle relative istruzioni di compilazione – necessari per il deposito di ricorsi, atti, istanze ante causam e richieste alle segreterie dei vari uffici giudiziari. Il modulo, infatti, costituisce la “busta“ che contiene tutti gli atti e i documenti del Pat che, una volta compilato, andrà firmato digitalmente e poi spedito a mezzo Pec agli appositi indirizzi indicati sul sito per ciascun ufficio giudiziario oppure, nel caso di file di grosse dimensioni, tramite upload, cioè il caricamento diretto in un’apposita sezione del sito.

FONTE SOLE 24 ORE

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