Equitalia pignora carrozzina ad una disabile per un debito di 10.000 euro.

Roma, 3 gennaio 2012. Equitalia
CondividiShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Da dieci anni circa, un’aberrazione nazionale si abbatte con cadenza quotidiana sulla vita di milioni di cittadini italiani. Un’aberrazione che altro non è che lo Stato, che si tramuta nel mostro Equitalia s.p.a. per esigere – con le maniere forti – quanto dovuto dai contribuenti al sistema fiscale e amministrativo della nazione.

Da molti anni ormai è chiaro come tutto come i comuni di tutta Italia, abbiano e stiano tutt’ora generando milioni e milioni di finte multe, per batter cassa, attraverso il recupero dei crediti garantito da Equitalia.

Sono stati sottratti appartamenti, vetture, terreni, attività commerciali. Sono stati boccati conti correnti. Si sequestrano autovetture, persino quando queste sono di proprietà di invalidi, come nel caso della signora sarda, che è stata costretta a chiudere la propria attività commerciale “A causa della crisi” e si è vista recapitare una cartella da Equitalia, per una somma pari a 10.000 euro.

 La signora concorda un piano di rientro. Inizia a pagare le rate, regolarmente. Ma non va bene. Non basta. Oltre alla vita sociale e professionale, lo Stato – travestito da Equitalia – bussa anche alla sua porta. Pretende il suo sangue e pure quello della figlia disabile. Non sazio delle rate regolarmente pagate e non trovando altro da pignorare, toglie la cosa più preziosa che un disabile costretto su una sedia a rotelle possa vedersi sottrarre: l’autovettura su cui spicca un regolare contrassegno disabili.

E’ accaduto in questi giorni in Sardegna, ecco la notizia.

Siamo in Italia. Si straparla ancora di nazione civile e democratica, mentre si continuano a compiere azioni da regime dittatoriale del peggior calibro.

Tutto questo deve cessare. E può cessare solo con il coinvolgimento di tutti i cittadini. Nessun partito politico – ormai da anni – ha a cuore il bene dei cittadini. E’ tutto troppo compromesso, mischiato con l’illegalità e le cosche malavitose. I governi sono al servizio del malaffare, un gioco che a quanto sembra piace a tutti coloro che siedono su qualche poltrona.

Si può se si vuole, basta almeno provarci. Almeno tentare. Per il bene di tutti…!! Persino di coloro che oggi, assurti a un illogico livello di potere sulla massa, sono convinti persino di fare il bene della nazione. Usciamo da questo tunnel. O non ci sarà nemmeno più un tunnel da percorrere.

 articolo di Emilia Urso Anfuso

Stampa Articolo

Commenti chiusi